Unmondodibene :: le avventura di Nathan&LaFrancese
Post and photo copyright © All Rights Reserved .

Siamo tornati

pubblicato da La Francese

martedì 2 marzo 2010


...purtroppo!

Nîmes, del nuovo e dell'antico, mai di giovedì

pubblicato da La Francese

mercoledì 24 febbraio 2010

Non possiamo abbandonare Les-Saintes-Maries-de-la-Mer senza far prima un giro al mercato e piangere l'impossibilità di comprare tutte quelle delizie alimentari che spaziano dalle salsicce secche ai formaggi, alle verdure a bassissimo costo, alle bottiglie di vino! Quindi un ultimo giro, un ultimo pianto e salutiamo il mare per portarci verso l'interno.


Proseguiamo infatti la nostra perlustrazione della France Midi diretti verso Nîmes e poi oltre, verso il mitico Perigord!

Nîmes è una città moderna con un cuore antico.
Percorrendo in auto la strada dall'uscita dell'autostrada al centro città diamo un occhio alla periferia. Ovviamente è uno sguardo parziale ma l'impressione è positiva: palazzi di grande decoro, ampi spazi verdi e aree commerciali.
Noi puntiamo dritti al centro, al parcheggio Les Arènas che supponiamo essere il cuore della città. ...e così è, pura fortuna!
Usciamo dal lindo parcheggio interrato in un ampissima piazza cantiere per metà Esplanade C. De Gaulle, quel valdostano.
Uno dei monumenti più preziosi della città ce lo troviamo alle spalle: Les Arènes. Rispetto al monumento visto ad Arles, questo è meno "rifatto", si presenta nature e sembra quasi di stare in Italia...
Les Arènes di Nîmes

Les Arènas di Nimes

Ci muoviamo per la città. L'atmosfera non è quella di una città turistica, tanto più che tutti i negozi all'ora di pranzo sono chiusi. È una città "vera"! ...di quelle che d'estate si spopolano, almeno in parte.

Maison Carrée, Nimes

Maison Carrée, Nimes

La seconda apparizione è la Maison Carrée, un tempio romano in ottimo stato di conservazione.
Non so se essere più scocciata dell'impalcatura che la riveste per metà o della nuvola che ci ha offuscato il cielo e reso le foto piatte!
A confermare l'impressione di una città dinamica e non ferma sul suo passato, sull'altro lato della piazza uno splendido esempio di architettura contemporanea: la Carré Art, la biblioteca civica e il museo di arte conteporanea realizzato nel 1985 da Sir Norman Foster... ma, a farmi arrabbiare ancora di più del cielo e dell'impalcatura, è che oggi e il suo giorno di chiusura!
Non andate a Nîmes di giovedì.

Médiathéque di Nimes, Norman Foster

Médiathéque di Nimes, Norman Foster

La tappa successiva ci porta a fare una deviazione rispetto al tragitto più breve per giungere alla meta finale, ma alla fin dei conti, ne è valsa la pena: Pont du Gard, acquedotto romano dichiarato patrimonio nazionale dall'UNESCO.
Dal parcheggio immenso ci rendiamo conto che siamo in un luogo *altamente* turistico in un momento di *alta* frequentazione! Questi francesi ragazzi, lo sanno bene come mantenere il patrimonio artistico e architettonico!! Dal grande parcheggio passiamo in una bella struttura ricettiva per fare il biglietto, dotata di mappa enorme, negozi per fare shopping, bagni per fare pipì, locali per mangiare e bere, cinema, museo, e tanti altri ancora. Da qui partiamo in truppa con gli altri avventori per una una bella passeggiata tra gli ulivi, e tra le fronde scorgiamo grandioso monumento.
E qui capiamo il perché del costo elevato del biglietto.
C'è il fiume!! ...e mica ci avevo pensato!
C'è chi va in canoa, chi fa il bagno, chi porta il cane, chi si tuffa dalla roccia!
Bello, se non fosse per la solita nuvoletta.
Il posto ideale per un pic nic con tutte le cose buone che si vendono nei mercati.

Vecchio ulivo

Pont du Gard

Pont du Gard

Noi non ci tratteniamo a lungo perché di strada ne abbiamo ancora molta. La nostra tappa serale per la notte è Saint-Hilaire vicino a Carcassone dove abbiamo fissato una camera per la notte in una Chambre d'hote presa sulla guida Routard.

Carcassone, skyline

Lungo il percorso ci appare nella sua magia la città di Carcassone.
Il Principino dice che il profilo da lontano
è la sua parte migliore, dentro è tutta rifatta e affollata di turisti, un po' come Mont-Saint-Michel. Io che sono come San Tommaso, non rinuncio a metterci il naso.
Prima di cimentarsi in questa nuova avventura cerchiamo il nostro giaciglio a Saint-Hilaire.
Purtroppo non ricordo il nome della
Chambre d'hote, magari spunterà fuori prossimamente. È un ambiente carino ed estremamente accogliente, ed in senso letterale: veniamo accolti con un bicchiere di spumante sulla bella terrazza dove il Principino intavola una bella conversazione franzosa con una coppia belga, che forviata dal sua padronanza della lingua, lo scambia per un prof. di francese. ^_________^

Saint-Hilaire

Saint Hilaire

Chiediamo consigli al gentile proprietario del b&b per la cena a Carcassone, ci suggerisce L'Arbre de Vie, in Place Marcou3, ma una volta lì optiamo per il lussuoso Auberge des Lices in rue Trencavel 3, e decisamente stavolta l'abbiamo azzecca! Cena non proprio leggerina, ma decisamente gustosa e ben accompagnata da un Cabernet Franc con i contro fiocchi. Il Principino s'è fatto di "cassoulet périgourdin", una tipica zuppa con salsiccia, fagioli e udite-udite!! coscio di anatra! Ci avviciniamo oh mio Perigord! Io dalla mia, preferisco aspettare e mi lascio prendere dal cosciotto di maiale da latte con mele e patate. Slurp!

Carcassone

Carcassone

Quando si dice "non ci vedo più dalla fame!". Ecco, calza a pennello per questa sera a Carcassone! Presi allo stomaco ma soprattutto alla gola, ci siamo diretti verso la tavola e della città abbiamo visto ben poco, solo lo splendido giro di doppie mura con le torri "incappellate" con cappucci da strega dal Sig. Viollett-le-Duc.
Una volta a stomaco pieno, la città già dormiva.



BERLINO, mappa dei desiderata

pubblicato da La Francese


Visualizza Berlino in una mappa di dimensioni maggiori

Berlino

pubblicato da La Francese

...crescono le tappe sulla nostra mappa!


Per di più ho anche incontrato siti interessanti:


Architettura moderna e contemporanea da non perdere ^_____^ da riportare sulla mappetta che ci porteremo appresso... e qualcuno pensa di riposarsi!! AHAHAHAH!
  • L.Mies van der Rohe, Neue Nationalgalerie, 1965-68, Potsdammerstrasse
  • F.O.Gehry, DG Bank, 1996-98, Pariser Platz 3
  • R.Koolhaas e OMA, Ambasciata olandese, 2003, Klosterstrasse 49-50
  • D.Libeskin, Museo ebraico, 1993-95, Lindenstrasse 13
  • A.Rossi, complesso residenziale e commerciale, 1996, Charlottenstrasse, Zimmerstrasse, Markgrafenstrasse, Schutzenstrasse
  • A.Rossi-G.Braghieri, complesso residenziale, 1986-88, Wilhelmstrasse 36-38, Kochstrasse 1-4
  • J.Nouvel, Galeries Lafayette, 1993-98, Frederichstrasse
  • I.M.Pei (con Eller + Eller), Deutsches Historisches Museum, 2003, Hinter dem Zeughaus 1-2
  • Zona ambasciate : Petzinka, Pink e Partners, uffici federali della CDU, 2000, Klingelhoferstrasse 8/Corneliusstrasse T.Gonzalez de Leon-J.Francisco Serrano, Ambasciata del Messico, 2001, Klingelhoferstrasse 3 S.Braunfels, Paul-Lobe Haus, 2002, Paul-Lobe-Allee
  • Zona Potsdammerplatz : Complessi di Renzo Piano (palazzo per uffici, Potsdamer Platz; Casinò e Teatro, Marlene-Dietrich-Platz), Giorgio Grassi (complesso residenziale), Richard Rogers (edifici residenziali e commerciali, 1998, Linkstrasse) , Hans Kollhoff (pala7zi per uffici, 1999 e 2003, Potsdamer Platz 1, con Timmermann, e 5), Arata Isozaki (palazzo per uffici, 1997, Eichhornstrasse), Rafael Moneo (Hotel Grand Hyatt, Marlene-Dietrich-Platz), H.Jahn – Murphy (Sony Center, 2000, Neue Potsdamer Platz)

Aigues-mortes e la sua focaccia

pubblicato da La Francese

lunedì 22 febbraio 2010

La tappa di Aigues-mortes non è stata particolarmente significativa, ma merita ugualmente menzione. Devo ammettere che il Principino me lo aveva detto: "Non è niente di particolare, Certaldo è molto più bella, è solo una scacchiera di case tra le mura" ecc ecc. Ma io la volevo vedere. ...che ci vado a fare a giro se rinuncio così, solo perchè vicino a casa ci ho i borghi medievali più belli del mondo?

Parcheggiamo, passeggiamo, facciamo un spuntino e ce ne torniamo via.

Aigues-mortesAigues-mortes, le mura

Aigues-mortes, Place Saint Luois

mappa Aigues-mortes

Affollata di turisti, senza una vera e propria attrattiva se non il fatto di essere una città murata di fondazione. Per la cena, i locali non ci ispirano e poi io avevo già puntato la pescheria di Saintes Maries de La Mer ^_^

Qualche foto, nemmeno troppo bella, e un appunto: è una città da mirar da lontano, nella sua conformazione cinta ed estesa ai piedi delle saline e degli stagni dai quali trae il nome.

Se ormai siete dentro, cercate la "focaccia" di Aigues-mortes, una pan di spagna soffice al profumo di anice!
La focaccia di Aigues-mortes

La focaccia di Aigues-mortes


Anticipo di Primavera

pubblicato da La Francese

domenica 21 febbraio 2010

In questo luogo dove "l'inverno non arriva mai, e l'autunno si protrae fino a primavera", questa mattina, abbiamo preso la bici di buon'ora e ci siamo diretti verso la città. Abbiamo sfruttato una piccola parte delle piste ciclabili che costeggiano l'Arno ...e non eravamo certo i soli! Si vede che non sono tutti dormiglioni come me, che per tirarmi giù dal letto il Principino si inventa sempre qualche scusa!

Anticipo di Primavera
Abbiamo percorso il tratto che dai Renai di Signa porta fino al Parco delle Cascine.
Siamo passati sotto il Ponte all'Indiano, la cosa più simile a Brooklyn che la Toscana riserva e siamo entrati nel Parco vero e proprio. Qui l'Indiano e tantissima gente a passeggio.
Anticipo di Primavera 2

Ma devo ammettere che più che attratta dall'attività fisica della pedalata in se, la spinta vera me l'ha data sapere che in Piazza Santo Spirito c'era la Fierucola, appuntamento mensile con il mondo del piccolo artigianato e del cibo bio.
Ma prima di buttarsi nello shopping abbiamo sfruttato l'apertura della Basilica per salutare il Mastro Filippo! ^_^
Avrei comprato tutto, ma mi sono contenuta, già trasportare il mio peso in bici mi è stato sufficiente! Ma avrei voluto acquistare di tutto, dalle farine di mais e farro, ai sacchettini con la lavanda per rilassare gli occhio, ai topinambur talmente piccoli che pensavo fosse zenzero!

Il Principino ha assaggiato il Neccio, crespella di farina di castagne tipica della montagna pistoiese. Nel pistoiese, come in tutte le zone montane, la castagna ha sfamato generazioni intere ed ora è un alimento dimenticato. La coppia anziana ci ha mostrato con orgoglio le loro "forme" di ghisa ottocentesche e ci ha mostrato le foto delle precedenti piastre in pietra, avute in eredità dai genitori.
Il neccio pistoiese

Un bel diversivo alle domeniche di studio che presto, prestissimo, ricominceranno.


The Impossibles

pubblicato da Nathan

sabato 20 febbraio 2010

Un ponte emozionale tra Radiohead e Joy Division.


E finalmente una nuova primavera musicale anticipa quest'anno quella meteorologica. Una delle più vivaci garage band della scena aostana esce - per ora solo sul web - con 4 brani d'irresistibile coinvolgimento emotivo.


Paolo, Leo, Enrico, Valentino e Marco.
Per gli addicted delle notti sotterranee, sono i gli enigmatici componenti di questa band dal lungo passato consumato nel ventre di una cittadina solo all'apparenza sonnolenta.

Taciturni ed introversi, i cinque ragazzi, dopo aver contribuito al crollo rovinoso della caserma della guardia di finanza sotto le ondate di un sound cavernoso e intimista, hanno rifugiato ormai da anni i loro strumenti in un garage alla periferia della città.

E' in questo box di 6 metri per 5, rivestito di moquette e affollato di divani, che gli Impossibles hanno concepito una poetica del profondo pari soltanto alla corrosiva introspezione dei Joy Division nel contesto di una ricerca stilistica sempre in evoluzione, talmente febbrile da esser stata accostata alle esasperate contorsioni dei Radiohead.

La pubblicazione di 4 selezionati brani del loro vastissimo repertorio è, per la platea che da sempre frequenta il covo degli Impossibles, il coronamento di anni di struggimenti notturni, il punto di arrivo di un lungo percorso che non è solamente musicale, ma che coinvolge, notte dopo notte, i significati più reconditi dell'esperienza umana su questa terra.

Se in "Der Strum" si vive il preludio e l'esplosione di un'incontrollabile tempesta interiore, "the Wave" è la cura, la carezza consolatoria a cui ogni essere umano ha un imprescindibile diritto.
Dove "Fai re", il più ipnotico e radioheaddiano, trascina inesorabilmente chi l'ascolta in uno stato di ascetico distacco ed estasi contemplativa, "Pinatubo #2" è il tambureggiare della lotta per la sopravvivenza, una secchiata d'acqua fredda all'alba di un nuovo giorno, alla fine di una lunghissima notte in un angusto e umido garage alla periferia di Aosta.

Buona Impossibles experience a tutti!

http://www.myspace.com/theimpossiblesexperience

La rilassata città di Arles

pubblicato da La Francese

venerdì 19 febbraio 2010

Della serie: "a volte ritornano" oppure "...perseverare è diabilico", prima dei resoconti da Berlino (che arriveranno!!), mettiamoci in pari con i resoconti della Francia Sud!

Dove eravamo rimasti?
Ma in Camargue, a Les Saintes Maries de la Mer!

Fermi non ci possiamo stare, oramai è appurato! E quindi, dopo un pomeriggio e una mezza mattina al sole sulla spiaggia, abbiamo ripreso la strada.
Ma non con la nostra mitiha Poderhouse! No! Dato che di sabato si vedono già arrivare i turisti del fine settimana, decidiamo di tenere l'auto ferma e di prendere la corriera direzione Arles, fiduciosi nei mezzi pubblici franzosi.
Qui, la longeva democrazia francese ci influgge una piccola delusione: la corriera non è così efficiente come ci aspettiamo, arriva in ritardo ed è pure molto cara! circa 10,00 euro andata e ritorno per una persona per 40 km. Rimane però consigliabile se non vi va di cercar parcheggio - che comunque si trova più facilmente che a Firenze! - qui trovate gli orari, ma la cosa migliore è passare dall'ufficio informazioni ^_^

Ad Arles il sabato è il giorno del mercato e noi ci tuffiamo di gusto anche nei banchi di abbigliamento, tanto forniti, da accontentare anche il Principino, e visto che il 1 agosto è pure il suo compleanno, ci guadagna pure dei calzoncini corti che lo fanno assai fighetto! Ma quelli che più ci entusiasmano, manco a dirlo, sono i banchi alimentari! Verdure a prezzi stracciati, tre meloni 3 euro, spezie, saponi, FORMAGGI, bottiglie di vino!! Non ce l'abbiamo fatta, abbiamo fatto spesa e ci siamo apparecchiati un bel pic-nic nel giardino lì vicino sul Boulevarde des Lices.

Marché d'Arles
Nota: in alto a destra la focaccia di Aigues-Mortes che ritroveremo più avanti.

Le spezie di Arles

Lavande Bleue, Arles

A pancia piena abbiamo perlustrato la città!
Siamo inciampati quasi per caso nei principali monumenti della città, primo il théâtre Antique, subito a due passi dal nostro bivacco, bello e attrezzato per le iniziative serali, musica e cinema. L' ingresso è a pagamento e decidiamo di andare oltre.

Théâtre Antique Arles

...ci appare quasi subito il masterpiece della città: Les Arenes!
La possente romanità in Francia. Mirabile.
Les Arénes, Arles
Nota: forse già affrontata e quindi una ripetizione, ma questi francesi sono forti, troppo forti! Che fanno ai monumenti e alle opere d'arte? Li ristrutturano e li mettono a profitto, anche "compromettendo" il loro status originale, nel senso che, devono farci entrare xxxx persone per farci grandi spettali, allora mettono tutto in sicurezza. ...e questo passa avanti al manufatto originale. Mentre noi che facciamo? In Italia siamo abituati a percepire anche il restauro come un qualcosa di applicato, di "danneggiante" l'opera d'arte in quanto aggiunta, lo facciamo ma lo facciamo percepire, inorridiamo ad ogni eventuale modifica che alteri l'assetto ritrovato e quindi il mantenimento del reperto. Ora il restauro è quasi esclusivamente conservativo e mai ricostruttivo. Loro no! Qui si fa tornar vivo l'oggetto, attivo e soprattutto remunerativo e capace di mantenersi. Mettere a profitto le opere d'arte per poterle mantenere vive. Io apprezzo.

Arles è una città viva, almeno così sembra nella mezza giornata che vi abbiamo girovagato.
C'è da dire che vi siamo capitati proprio nei giorni di un grande evento internazionale legato alla fotografia - Les Rencontres d'Arles - che dislocava in vari punti della città numerose ed importati mostre. Noi ne abbiamo vista solo una (gratis) legata al tema delle atrocità praticate sui neri d'America, o meglio, Nathan l'ha vista, io sono facilmente impressionabile e ai primi scatti di gente appesa al cappio, l'ho atteso fuori.
Arles, cité

Abbiamo ammirato il portale gotico fittamente elaborato della Chiesa di Saint-Trophime e apprezzato l'ombra fresca del suo chiostro. Insieme a noi, numero altri turisti, ma mai in misura tale da disturbare.
Ci siamo fermati per un cokà, al Forum, accanto al giallo tendone del Caffè di Van Gogh, perché non ci si puo' scordare che Arles, ha ospitato per un buon periodo quel povero diavolo del genio olandese. È sotto la luce viva e vibrante della Provenza che dipinse molti dei suoi capolavori, e in questa rilassata cittadina si fermò quasi un anno. Le sue orme vengono ripercorse da attenta segnaletica che non manca di far notare il punto di vista ripreso dall'artista. Da non perdere l'Espace Van Gogh, l'ospedale dove fu ricoverato il pittore, adesso centro d'arte a due passi dalla fermata della corriera.

Vincent ad Arles

Su questa città non siamo in grado di segnalare attività o locali particolari.
Abbiamo mangiato al mercato e siamo stati benissimo, abbiamo percorso la città liberi e tutte le sue meraviglie ci sono passate davanti: l'Arena, il Rodano, i giardini. Forse altre cose altrettanto belle ci sono rimaste nascoste, ma le scopriremo magari in futuro, sempre rispettando la sua condizione rilassata ed accogliente.




...e Berlino sia!

pubblicato da La Francese

mercoledì 17 febbraio 2010

^_^


Molto democraticamente abbiamo optato per la MIA opzione: BERLIN!
Anche se il Principino ci è già stato due volte, ha accettato di buon grado le mie PRESSIONI - insieme alla proposta di pagare il volo per entrambi! - verso la Capitale tedesca, che la sottoscritta non ha MAI visto!
Prima ancora di prenotare i biglietti avevo già preparato la mappa con le imprescindibili tappe!

Adesso grazie ad Expedia.it abbiamo tutto, volo e hotel 4 stelle. Almeno così sembra.
Ieri, ancora prima delle tappe, ancora prima dei biglietti, mi sono anche comprata una bella guida in una bella nuova edizione Rizzoli chat-win.com/

Accettiamo suggerimenti!




Visualizza Berlino in una mappa di dimensioni maggiori


Lento risveglio...

pubblicato da La Francese

martedì 16 febbraio 2010

...arghhhh (sbadiglio).

Dopo i mesi passati ad ambientarci nella nostra nuova situazione di coppia stanziale, superato il frangete del mio PENULTIMO esame, forse, e dico forse in tono scaramantico, si sta prospettando la possibilità di un fine settimana lungo di scoperta e relax. Dove?
...e già. Dove?
Io ho suggerito prontissima BERLINO.
Lui ha sospirato in tono sarcastico (ma quasi serio) IL MAR ROSSO. Ho voluto pensare che scherzasse. ...anche se al Cairo e alle Piramidi ci penso volentieri.
Abbiamo scartato New York perché non abbiamo una settimana intera.
Gastronomicamente parlando Palermo non ci dispiacerebbe. Neanche Trapani.
Per evitare temperature rigide è saltato alla mente Madrid o Valencia o ancora Siviglia.
...e perché no Gerusalemme?

Come spesso ci capita in una sera abbiamo fatto rapidamente il giro del mondo.
Chissà, magari ricapitiamo dalle parti di Londra.

Si aprono le scommesse!